E insomma, com’è come non è, anche quest’anno ce ne andiamo a Italiano Corretto, la due giorni dedicata all’italiano giunta ormai alla seconda edizione e ideata in collaborazione con la mitica Sabrina Tursi. Dire che siamo entusiaste è riduttivo. Siamo però anche esauste: e pregustiamo il lungo viaggio in treno Torino – Pisa (e ritorno), perché sappiamo che ci darà l’opportunità di riposarci un po’.

I viaggi sui mezzi pubblici, del resto, sono diventati molto più piacevoli qui a doppioverso da quando Barbara (fiera non guidatrice patentata da oltre dieci anni, che usa il tram come una sala di lettura e che quando va in una città straniera compie un rituale giro di ricognizione sul primo bus che vede passare, da capolinea a capolinea e ritorno – e che sì, per questo a volte si è ritrovata in mezzo alla campagna e alle vacche, ma ehi, sono i rischi dei viaggiatori) ha scoperto il magico mondo dei podcast.

Non staremo qui a raccontarvi perché quest’universo di storie narrate, curiosità svelate, vecchi radiodrammi recuperati da polverosi archivi e trasferiti in digitale siano il futuro del racconto, e perché secondo noi si collochino forse anche un passo più avanti di serie TV e video amatoriali online (anche perché l’argomento richiederebbe un post a parte): ci limiteremo a suggerirvi i nostri preferiti, quelli che ci porteremo durante la trasferta pisana, perché nulla, assolutamente nulla, è più bello che salire sul treno, sistemare il bagaglio, mettere le cuffie e chiudere gli occhi, mentre qualcuno vi spiega con dovizia di particolari cosa dovreste fare (e soprattutto chi dovreste chiamare) se un asteroide stesse per cadervi sulla testa.

(DISCLAIMER: i podcast segnalati sono tutti in inglese, perché ahimè in Italia non esiste ancora una grande tradizione del genere. Ne avete qualcuno da segnalarci? Siamo sempre aperte a nuove possibilità, e la trasferta toscana sarà lunga!)

  • Il podcast di non fiction

La prima scoperta dei podcast è arrivata qui a doppioverso attraverso quelli di non fiction: piccole trasmissioni audio non convenzionali che svelano misteri, spiegano il funzionamento di istituzioni e macchinari, raccontano lati nascosti della storia: insomma, come i documentari di Alberto Angela, ma senza immagini (e senza Alberto Angela, ma vabbè). I nostri preferiti sono Stuff You Should Know, che affronta argomenti oscuri o poco approfonditi come: quando sono nate le prime montagne russe? Come vengono addestrati i cani poliziotto e da quanto sono in circolazione?, e A History of the World in 100 Objects realizzato da BBC Radio 4 in collaborazione con il British Museum e narrato dal direttore del museo stesso, Neil MacGregor. Si tratta proprio di ciò che potreste pensare: in episodi di 15 minuti, MacGregor usa oggetti antichi e moderni che hanno segnato la storia (opere d’arte, prodotti tecnologici, armi, tutti appartenenti alle collezioni del British Museum) per raccontare l’essere umano e la sua evoluzione. Se vi interessa l’argomento ma preferite leggere, sappiate che c’è anche un libro, pubblicato in italia da Adelphi.

  • Il podcast di fiction

I podcast di fiction stanno diventando prodotti di ottima qualità, che raggiungono e a volte superano le serie TV in quanto a nuove forme di narrativa seriale. Uno dei primi podcast del genere è Welcome to Night Vale, che racconta le bizzarre avventure di una piccola comunità che sorge nel mezzo del deserto dell’Arizona, Colorado o stati limitrofi, in cui cose strane iniziano ad accadere: inquietanti figure incappucciate si aggirano per la città, misteriosi nubi luminescenti compaiono in cielo… Il podcast raccoglie le trasmissioni della radio locale di Night Vale, ed è surreale, divertente, accattivante (superata la terza puntata diventa una droga). Perfetto per la passeggiata mattutina verso la biblioteca: vi sembrerà che anche il barista abbia un’identità segreta.

  • Il podcast letterario

Di podcast a tema letterario (che cioè parlano di letteratura o che prevedono interviste/chiacchierate con scrittori, editor, editori) ne esistono a bizzeffe. A noi piace molto quello di Book Riot , che si presenta come “A weekly news and talk show about what’s new, cool, and worth talking about in the world of books and reading,” e che parla non solo di libri, ma anche di nuove tecnologie applicate alla lettura, di ricerche antropologiche su come la lettura influenzi l’umore, del dietro le quinte del mondo editoriale. Jeff O’Neal e Rebecca Schinsky sono i creatori di Book Riot, e conducono questo podcast come gestiscono il loro sito: con humor, garbo, velocità e molto divertimento. Un altro podcast letterario che ci piace ascoltare (più canonico e “seduto” di quello di Book Riot ma decisamente molto bello) è il World Book Club della BBC, dove alcuni degli scrittori più famosi del mondo (parliamo di gente del calibro di John Grisham, Maya Angelou, e Neil Gaiman) discutono di scrittura, libri preferiti, vita da scrittori. Meraviglioso.

  • Il podcast che parla di lingua e linguaggio

Ok, ok, sarebbe meglio se ce ne fosse uno in italiano: ma il podcast On The Media, che racconta come nascono e vengono diffuse le notizie, è interessante anche se centrato sul mondo giornalistico statunitense. Alcune belle puntate sono dedicate ai tic semantici e al linguaggio dei giornalisti in generale, altre al linguaggio di politici e opinione pubblica (tema particolarmente importante per chi, come Chiara, viene proprio dal mondo della traduzione giornalistica); una in particolare ci è piaciuta molto, si chiama The Language Of Terror ed è incentrata sugli attacchi terroristici di Parigi e sull’ISIS (o si dice IS? o Daesh? Ecco, appunto).

C’è poi Lexicon Valley, che parla solo di lingua, traduzione letteraria, etimologia, rispondendo con un gran senso dell’umorismo e una certa dose di simpatica spocchia a domande tipo: perché gli irlandesi dicono “Maths” e gli americani “Math”? Da dove viene la parola “seersucker”? Per gli anglisti è imperdibile.

  • Il podcast del mistero

Barbara, regina incontrastata dei podcast, ha stabilito che il ritorno alla forma del racconto orale (il racconto attorno al fuoco di antropologica memoria, insomma) dato dai podcast fa sì che quando di tratta di generi, nel mondo dell’audio quello in assoluto più riuscito, ben prodotto, amato è l’horror. Che lei, da Kinghiana convinta, ama anche da lettrice, ma per cui impazzisce da ascoltatrice, perché quando a raccontarti la storia è qualcun altro, i brividi sono garantiti.

Il nostro consiglio cade qui (tra le mille scelte possibili) su tre chicche: la prima è The Black Tapes, podcast seriale di fiction e via di mezzo tra X-Files e Night Vale, che racconta di un giornalista che affronta in radio casi di persone scomparse, demoni, fantasmi…

La seconda è The Monster Club, un podcast d’altri tempi, dall’anima un po’ “vintage”, che recupera personaggi come Dracula e l’Uomo Lupo. Essendo in realtà una sorta di archivio virtuale di vecchi radiodrammi di vario genere, non garantisce sempre brividi: ma a spulciare bene troverete di che spaventarvi, garantito.

E poi c’è Lore, vincitore di moltissimi premi e basato su un principio semplice quanto terrificante: gente normale racconta storie “di paura” realmente accadute. Ogni episodio si concentra su un nuovo racconto, e riporta a galla i nostri peggiori incubi (da non ascoltare a casa da soli, dateci retta, ci abbiamo provato, non è finita bene).

  • Il bonus

Se siete amanti e fruitori di podcast, saprete che non c’è niente di più fastidioso che terminare una puntata e avere ancora 5-10 minuti di viaggio: troppo pochi per iniziare un nuovo episodio, troppi per starsene senza far niente. Non preoccupatevi, abbiamo pensato anche a questo: nei cosiddetti sidewalk moments, cioè appunto lo spazio vuoto tra la fine di un podcast e l’arrivo a destinazione, potete avvalervi di Sidewalks, una serie di micro-storie da 2/3 minuti, che riguardano un po’ tutto e soddisfano senza saziare.

In alternativa, se vi sentite romantici, provate Poem of the Day, che offre una poesia, in genere letta dal suo autore, al giorno. Lunghe un minuto o due, le poesie di questo podcast sono perfette per riempire spazi vuoti o anche solo per inaugurare la giornata con un momento tutto per voi.

Buon ascolto!

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