Secondo appuntamento, per Freelance Reloaded, con l’intervista al vulcanico Marco Cevoli (potete leggere la prima parte della nostra chiacchierata qui): ci siamo fatte raccontare un po’ della sua creatura, il romanzo Uziversitari, pubblicato inizialmente a puntate su Wattpad e ora disponibile anche in formato paperback su Amazon. Buona lettura!

Nel protagonista del tuo romanzo, Chris, non si ha difficoltà a riconoscerti. Da cosa è nata l’idea del libro? Scrivere un romanzo – QUESTO romanzo – era un sogno che hai sempre avuto nel cassetto o è stato il frutto di un’illuminazione improvvisa? E in termini di lavoro, quanto tempo e impegno ti ha richiesto?

Come dicevo, il romanzo prende spunto dal mio percorso universitario, ma i personaggi non sono riconducibili a singole persone reali. Sono tutti un mix di almeno 3-4 persone diverse, condite con una buona dose di fantasia. Il protagonista ha alcuni dei miei tratti, senza dubbio, ma, come tutti gli altri nel libro, è una caricatura, una parodia di un certo tipo di studente nevrotico, fantozziano, a cui non ne va mai bene una. Grazie al cielo, il mio vissuto in università è stato un po’ più felice. Scrivere mi è sempre piaciuto e mi viene abbastanza naturale. Dopo essermi cimentato in alcuni racconti brevi decisi di buttarmi in un’opera più complessa, senza aver mai immaginato che ci avrei messo tutto questo tempo per concluderla. Non mi dispiacerebbe dedicarmi solo a questo, in futuro, ma vivere di sola scrittura è molto complicato e non sono del tutto convinto di volermi sacrificare davvero per questo.

Uziversitari è stato inizialmente pubblicato a puntate su Wattpad. Hai prodotto anche un book trailer, un sito web dedicato e una pagina Facebook che lo affiancano. Come hai scelto la strategia social per promuoverlo? E perché hai optato proprio per Wattpad, che non è una piattaforma particolarmente diffusa in Italia?

Mi piaceva l’idea di pubblicare il libro a puntate, come se fosse un romanzo ottocentesco. Per pubblicizzare un unico prodotto che viene consumato una sola volta, come un libro, bisogna trovare il modo di coinvolgere i potenziali lettori nel tempo, altrimenti si rischia di urlare nel deserto. Wattpad è una piattaforma che risponde a quello scopo, incentivare lo scambio e l’interazione fra chi scrive e chi legge. La base di utenti di lingua inglese è sterminata; che io sappia, non ci sono altre comunità di scrittori e lettori con gli stessi numeri. Purtroppo in Italia Wattpad non è molto diffuso e l’età media degli utenti è piuttosto bassa, come si nota dalle tematiche delle storie pubblicate (fra cui regna la fan fiction). Ho puntato sul fatto di essere uno dei pochi italiani presenti. È ancora presto per dire se si tratta di una mossa giusta. Oltre a Wattpad ho creato il book trailer inizialmente come esercizio di stile, dopo aver seguito un corso sull’animazione con PowerPoint. Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente Carlo Sanna, un amico attore che ci ha messo la voce e Resho e Hakeem che mi hanno concesso di usare la musica di sottofondo. Il book trailer è un modo di diffondere il libro su canali non testuali, per suscitare un po’ di curiosità. Dopo il termine della pubblicazione a puntate l’idea è quella di continuare a scrivere sul blog di https://uziversitari.marcocevoli.com cercando di rimanere in contatto con i lettori, usando Facebook come cassa di risonanza e, se mai decidessi di investirci, come piattaforma pubblicitaria.

Traduci, fai formazione, scrivi ebook rivolti a traduttori e freelance, ora anche romanzi. Come fai a far tutto? Ci racconti una tua giornata tipo?

Sono dell’idea che, volendo, c’è sempre il tempo di fare tutto, basta organizzarsi e assegnare le giuste priorità. Io non ho segreti, solo due abilità: leggo in fretta e so trovare le cose che mi servono. E cerco di fare quello che mi piace fare. Il resto lo delego o semplicemente metto a tacere la mia coscienza.

La mia giornata tipo è molto banale: mi alzo il più tardi possibile, accompagno mio figlio più piccolo all’asilo (mia moglie accompagna la grande), dalle 10 alle 14 lavoro o da casa o in ufficio (ci vado in bici), pranzo, lavoro ancora un’oretta e poi vado a prendere i bambini. Mi sposto a piedi, per compensare la sedentarietà del resto del giorno. Quando rientra mia moglie proseguo le attività in sospeso. Dopo cena, quando tutto tace, mi concentro sulle cose più complicate, perché rendo meglio quando fuori è buio. Provo molta invidia per questi esperti di organizzazione personale che alle sette di mattina hanno già corso 5 km, scritto 10 blog post e sono pieni di energia. Io proprio non ci riesco. Quindi, in definitiva, trascorro troppo tempo davanti allo schermo, per lavoro o per divertimento, vado al cinema, partecipo a qualche conferenza o esco con gli amici ogni tanto, ogni due settimane sono al palazzetto (con la famiglia) a seguire la squadra di basket locale. Tutto qui. Una vita normale.

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