C’è fermento nel mondo della traduzione e localizzazione. Per farsi strada in un mercato sempre più tentacolare e competitivo bisogna rendersi “insostituibili”, fornire ai potenziali clienti un plus, articolato in intuizioni e competenze che da una parte trascendano e dall’altra potenzino la nostra professionalità. Sono molti i colleghi e amici che stanno riuscendo in questo obiettivo, esplorando percorsi di promozione innovativi, sfornando progetti appassionanti e interessanti che guardano al nostro mestiere da nuove prospettive. A loro, ai freelance che hanno saputo in qualche misura rivoluzionare e rivisitare le proprie identità lavorative, è dedicata la rubrica Freelance Reloaded di doppioverso, che torna oggi proponendovi un vero e proprio “filotto reale”: l’intervistata è Martina Lunardelli, interprete e traduttrice con la passione per i viaggi e per il surf, ma a intervistarla non saremo noi. “Conduttore” d’eccezione di questa chiacchierata con Martina è infatti il vulcanico Marco Cevoli, localizzatore, scrittore, grafico, formatore e chi più ne ha più ne metta (una ne pensa, cento ne fa), anche lui ospite di una delle precedenti puntate della rubrica (qui e qui la sua testimonianza). In particolare, Martina ci ha raccontato retroscena e motivazioni alla base di una sua scelta recente: quella di affidare la propria promozione a un video CV realizzato da una casa di produzione professionale.

Ma bando alle presentazioni e lasciamo la parola a Marco (e Martina)!

Ultimamente il personal branding è veramente sulla bocca di tutti, così ci è sembrata una buona idea intervistare una collega che ha preso una decisione non comune: investire sulla realizzazione di un video di presentazione dei propri servizi. A tutt’oggi infatti, non sono molti i linguisti che si presentano sul mercato usando il video. Sembrerebbe che, come professionisti delle parole, siamo più abituati e propensi a ricorrere al testo scritto come strumento promozionale, relegando il video alle spiegazioni tecniche (tutorial, screencast) o alle situazioni più ludiche del nostro lavoro.

Non ci dovrebbe essere bisogno invece di spiegare qual è il potenziale del video marketing. Dai dati pubblicati da HighQ, alla fine del 2017 i video arriveranno a rappresentare il 74 per cento del traffico totale di Internet, sensazione che chiunque frequenti i social network può corroborare. Sul web viene pubblicato in un mese più contenuto video di quello creato dalla televisione in trent’anni. Il 65 per cento delle persone che visualizzano video in Internet arriva oltre tre quarti del filmato. Il 55 per cento degli utenti guarda almeno un video ogni giorno. Solo su Facebook, guardano filmati quotidianamente più di 500 milioni di persone. Su YouTube sono presenti video in 76 lingue diverse (che corrispondono al 95 per cento della popolazione della Rete), per cui non abbiamo davvero scuse.

E se è vero che molti di questi video sono amatoriali e poco rilevanti, è anche vero che il 75 per cento dei dirigenti d’azienda guarda video sul web ogni settimana. Insomma, il marketing realizzato attraverso il video è – ad oggi – uno degli strumenti promozionali più potenti, sia per le aziende, sia per i freelance.

Martina Lunardelli, interprete e traduttrice originaria di Pordenone, conscia di questi dati, ha deciso di sfruttare il canale video per arrivare in modo più incisivo al suo target di pubblico. Per lei, abituata a viaggiare anche in paesi dove non molti interpreti si avventurano, come Libia, Algeria e Iraq, il pubblico potenziale è rappresentato dalle piccole-medie imprese italiane che esportano nei paesi più esotici e che hanno bisogno di essere affiancati da un interprete professionista per condurre le trattative.

Così, nell’ambito della nuova pianificazione strategica della sua attività come libera professionista, Martina ha puntato decisamente sul video. Ne abbiamo parlato direttamente con lei per capire i motivi alla base di questa scelta e i benefici che ne ha ricavato.

Per quale motivo hai deciso di puntare sul video anziché su altri strumenti di marketing?

La colpa in realtà è un po’ tua. Lasciami spiegare. Sono da sempre una persona molto curiosa. Se non trovo qualcosa che stimoli la mia creatività e la mia voglia di novità, allora sprofondo in una noia che mi paralizza. Per soddisfare questo desiderio di novità, tempo fa ero alle prese con la lettura del tuo ebook, Il traduttore insostituibile. Me ne stavo lì, sprofondata tra i cuscini del divano una sera tardi, quando alcune parole mi hanno fatto sobbalzare: «[…] con il termine “video profilo” si intende una presentazione in video con cui si fa conoscere il proprio profilo professionale e le proprie competenze. Data la sua natura, si tratta di uno strumento che richiede un certo sforzo per ottenere risultati dignitosi. […] Il campo dei video CV è ancora relativamente poco esplorato e c’è molto spazio per innovare. […]». “Sforzo”? “Inesplorato”? Ecco qualcosa che poteva funzionare per la mia costante sete di miglioramento professionale. L’idea quindi ha cominciato a insinuarsi in me con sempre maggiore insistenza. Ho deciso che un video era lo strumento giusto per me in primis perché, appunto, mi annoiano gli strumenti classici di marketing. In secondo luogo perché era da un po’ di tempo che volevo puntare alla promozione di una parte del mio lavoro che amo alla follia e voglio spingere molto da qui in avanti: gli interpretariati. Quale modo migliore di presentare questo servizio ai miei potenziali clienti? Un video dove poter vedere direttamente la professionista in volto, dove poter sentire la sua voce. E quindi mi sono buttata in quest’impresa.

Mi fa piacere aver contribuito in qualche modo a metterti in moto. Ritieni quindi che il tuo pubblico potenziale risponda meglio al video che ad altre modalità di contatto?

 Credo fortemente nel potenziale della combinazione audio/video, ovviamente senza tralasciare i classici metodi di contatto con i clienti, che nel mio caso sono sempre stati molto diretti. Non mi piace nascondermi dietro e-mail o telefonate. Mi piace stringere mani. Il video che ho deciso di registrare è molto breve, volutamente conciso, ma tocca un aspetto fondamentale: cerca di spiegare ai potenziali clienti l’importanza di scegliere un professionista. La nostra società è in continua evoluzione, c’è sempre meno tempo per leggere, per cercare fornitori, per gestire quelle diecimila cose che accadono, spesso simultaneamente, nelle nostre giornate. Pertanto ritengo che un video sia uno strumento vincente per raggiungere un bacino più ampio di persone, di clienti (se veicolato nei canali giusti, se reso pian piano virale, se accompagnato da due righe di saluti e da un contatto più personale). Il cliente va coccolato, va preso per mano e guidato dove vogliamo portarlo noi, senza forzarlo nelle scelte, ma presentando con molta onestà e semplicità ciò che meglio sappiamo fare.

La prossima settimana, Martina ci racconterà i dettagli di realizzazione del video e i suoi progetti per il futuro. STAY TUNED!

 

 

Martina Lunardelli è nata nel profondo nord, a Pordenone, e dopo un percorso lungo e tortuoso, ma tanto tanto entusiasmante, è diventata libera professionista, interprete e traduttrice, dopo la laurea in interpretariato e traduzione. Si definisce decisamente “più interprete” che traduttore, forse anche perché è una gran chiacchierona. Oltre alle sue attività principali settoriali, è docente di interpretazione e traduzione presso l’Università CIELS di Padova e Gorizia; è interprete certificato di tribunale e le sue lingue di lavoro sono l’inglese, lo spagnolo e l’italiano. Adora le sfide e le piace definirsi imprenditrice.

Marco Cevoli è traduttore, localizzatore e project manager. Autore di due manuali per traduttori, Guida completa a OmegaT (2012) e Il traduttore insostituibile (2017). Laureato in lingue e master in design e produzione multimedia, inizia la carriera come traduttore tecnico freelance nel 1997 per poi ricoprire diversi ruoli presso multinazionali e piccole-medie aziende del settore prima di fondare Qabiria nel 2008, una società specializzata in localizzazione di siti web e di app per smartphone. Negli ultimi anni alterna alla gestione della sua società l’attività di formazione e di divulgazione. Ha partecipato come relatore a numerose conferenze e collabora con università e centri di formazione italiani e spagnoli.

 

 

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