Dovevamo cascarci anche noi, era scritto.

Complici le pigre serate estive, qui a doppioverso ci siamo finalmente convertite al miracolo Game of Thrones. Come tutti gli spettatori che arrivano in ritardo su una serie già avviata, maciniamo puntate con la voracità di un assetato che trovi un’oasi nel deserto, ma siamo ben lontane dal recuperare le sette stagioni di cui tutti voi parlate a lungo e spesso (quindi no spoiler, grazie).

Siamo in ritardo, ma non è un male

A volte ci sentiamo un po’ sceme, per questo. Tutti parlano delle evoluzioni improbabili della Guerra dei Cinque Re, delle rocambolesche vicende umane di Stark e Greyjoy e compagnia cantante, degli alberi genealogici che si piegano e si spezzano e si ricuciono coi matrimoni più assurdi, e noi rimaniamo un po’ così, a chiederci chi morirà nella nostra prossima puntata.

È un po’ l’effetto che ci ha fatto tornare a lavorare a settembre. Stiamo preparandoci a un autunno e un inverno esplosivi, ma ci lavoriamo fitto fitto alle nostre solite velocità da formichina instancabile ma pignola, che vuole far tutto bene, non in fretta. Ci sarebbe piaciuto presentarci qui il 31 agosto, con tutte le novità già in riga, allineate in formazione impeccabile come l’esercito dei Lannister, o se non altro pronte a partire a breve, ma il lavoro dietro le quinte ferve ancora a pieno ritmo: i nostri draghi sono ancora troppo piccoli per spiccare il volo.

Non sentitevi inadeguati se il vostro esercito non è già schierato

Ci abbiamo pensato anche mentre decidevamo con quale scritto riapparire su questi schermi, e per un po’ abbiamo persino accarezzato l’idea di ignorare completamente il rituale immancabile del post da ritorno settembrino, buttarci direttamente su un doppioverso risponde particolarmente spinoso e far finta di nulla, mentre ammiravamo a occhi sgranati blog scintillanti di colleghe bravissime che sfoggiavano grafica rimodernata, newsletter appena inaugurate, progetti già attivi a pieno ritmo.

Invece no, ci siamo dette poi. Non ignoreremo il saluto rituale a tutti voi (bentornati dalle vacanze!). Non racconteremo di essere più avanti di quanto non siamo. Non fingeremo di non aver perso un po’ di terreno perché ci siamo concesse un po’ di riposo. E vi diremo di più (aprite le orecchie, malati di sindrome dell’impostore di tutto il mondo): non ci vergogneremo di nessuna di queste cose. E non dovreste vergognarvi neanche voi. Se non vi siete ancora ripresi dal doposbronza delle vacanze, se non siete stati capaci di organizzare quell’intervista che vi riproponete di chiudere da mesi, se non siete riusciti a mettere a punto il calendario editoriale del 2018, se il vostro blog stenta a ridecollare e se fate fatica la mattina a svegliarvi alle sette: non vergognatevi.

Noi (doppioverso, Squatterone della terza era punto zero, Nate dall’ansia, Distruttrici di catene dei poveri freelance, Madri di tutti gli impostori) siamo con voi. Siamo tutti sulla stessa barca.

L’inverno sta arrivando

Perché se c’è una cosa che abbiamo imparato gustandoci le imprese della (ex) treccioluta Cersei Lannister e di Jon Snow (He knows nothing, del resto, e se può permetterselo lui…) è che a volte è il momento di scendere nell’arena; a volte, invece, c’è bisogno di tempo, e di agio, e di testa, per organizzarsi per la battaglia. Per elaborare strategie.

E ogni strategia richiede saggezza, pazienza, intuito. Non si può fare più in fretta di quanto quel progetto ci richieda. Non si stringono alleanze o intraprendono campagne militari senza un’accurata rete di intrecci diplomatici già avviata. Il colpo di scena è sempre in agguato, e le maggiori probabilità di sopravvivere a quel colpo di scena risiedono nell’arrivarci il più preparati possibile.

La verità è che non abbiamo poltrito, qui a doppioverso, come non avete poltrito voi che aspettate di trovare due minuti per riprendere in mano la montagna di fatture arretrate o che piangete davanti alle email del commercialista che vi chiede un appuntamento.

Ci stiamo solo preparando all’inverno.

Winter is coming.

E quando arriverà, faremo fuoco e fiamme.

È una promessa.

 

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