Eccoci al nostro consueto appuntamento bimestrale con la rubrica “Found in Translation”, i libri raccontati dalla viva voce di chi li ha tradotti.
In questa puntata ce n’è per tutti i gusti: dalle magiche atmosfere delle fiabe danesi (perché non di solo Andersen vive la Danimarca), alla sfida di ritradurre l’opera prima di Andrés Neuman confrontandosi con un precedente illustre come Angelo Morino, al caleidoscopico viaggio nella mente di un artista in un labirintico mix di forme di comunicazione diverse (stralci di diario, vignette, appunti, poesie).
L’invito è sempre valido: se anche voi avete un libro appena pubblicato (o di prossima uscita) da raccontarci, scriveteci a chiara@doppioverso.com oppure barbara@doppioverso.com.

La realtà quotidiana di re e contadini, locande e foreste si popola di draghi, animali parlanti, streghe e folletti, si colora di magie, metamorfosi e prove da superare. Tratte dalle prime raccolte scritte dell’Ottocento, quando la tradizione orale andava scomparendo e anche la Danimarca, sulla scia dei fratelli Grimm, riscopriva questo prezioso patrimonio narrativo, molte fiabe contengono le versioni originali di storie che hanno continuato ad affascinare e ispirare scrittori fino a diventare dei classici.

Fiabe danesi
Iperborea 2015

Traduzione dal danese di Bruno Berni
È nato nel 1959 a Roma, dove tuttora vive. Dirige dal 1993 la biblioteca dell’Istituto Italiano di Studi Germanici, presso il quale è ricercatore. Ha insegnato letteratura danese a Urbino e Pisa, ha scritto saggi sulle letterature nordiche e pubblicato numerose traduzioni di autori scandinavi, da Andersen a Karen Blixen, da Ludvig Holberg a August Strindberg a Peter Høeg, ottenendo riconoscimenti come il premio Hans Christian Andersen nel 2004, il Dansk Oversætterpris nel 2009 e nel 2013 il Premio Nazionale per la Traduzione del ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Sotto l’influsso dell’opera dei fratelli Grimm, anche nel Nord ebbe inizio nei primi decenni dell’Ottocento la pubblicazione di fiabe e canti popolari. Per dare un’immagine delle antiche tradizioni dei paesi nordici, in un’epoca in cui in Italia se ne conosce soprattutto il thriller contemporaneo, nasce la serie di antologie di fiabe nordiche che curo a cadenza annuale per Iperborea: quest’anno è uscita la Danimarca.

Un po’ in ritardo nei confronti degli altri paesi nordici – per la presenza sulla scena di Andersen –, anche lì nacquero in quel periodo le raccolte di narrativa popolare. In questo volumetto, alcuni esempi precedenti al grande fiabista provano come la materia popolare potesse influenzare la sua produzione, altri esempi successivi dimostrano come i suoi temi originali fossero in grado di entrare nell’oralità.

Questi i criteri alla base di ogni volume: mostrare l’osmosi tra l’oralità e la pagina scritta, anche oltre le frontiere, e presentare un quadro attendibile delle tradizioni di ciascun paese nordico. Alla fine della serie, che a oggi comprende le fiabe lapponi e quelle danesi, sarà chiaro come in paesi quali quelli scandinavi, storicamente affini ma per molti aspetti diversi, è normale trovare temi comuni, ma anche atmosfere caratteristiche. Dalla Lapponia alla Danimarca la slitta lascia il posto alla carrozza, la dimora del re è talvolta più simile a una grande fattoria che a un vero castello, mentre la natura ostile della Norvegia non è identica al paesaggio campagnolo della Danimarca.

Il gusto della scelta e della traduzione, a cavallo tra la complessità di alcune strutture e la leggerezza delle magiche atmosfere, tra l’ironia popolare e le ambientazioni senza tempo, è in sé il gioco più piacevole. Queste fiabe vanno prese come sono: testimonianze di un’epoca in cui l’arte della narrazione e della memoria erano ancora vive, espressione del modo in cui un popolo vede se stesso e di come, in fondo, vorrebbe essere visto dagli altri.

Bruno Berni

Traduttore DA>IT

Chi è Demetrio Rota? Un sonnambulo? Un poeta? Uno spostato? Sappiamo che per vivere fa il netturbino di notte, in una Buenos Aires onirica, avvolgente, quasi viva. Che ha una relazione illecita, furtiva e sensuale e senza futuro. E che di giorno, quando non lavora, compone puzzle – forse un tentativo di dare un senso a un travolgente amore di gioventù, soltanto sfiorato sotto i cieli di una Patagonia mitica e di una bellezza lancinante.

Andrés Neuman, Frammenti della notte
Ponte alle Grazie 2015

Traduzione dallo spagnolo di Silvia Sichel
Traduce dallo spagnolo  e dal russo. Le chiedono sempre come mai due lingue così diverse. Non lo sa. Le ha studiate con gusto tutt’e due. Le insegna. Ha all’attivo più di ottanta libri tradotti. Tiene un corso di traduzione letteraria al Cervantes di Milano.  Si diverte a offrire qualche spunto sulla difficoltà e il bello del tradurre nella rubrica Medir las palabras del blog Aire Nuestro.  È di nuovo felicemente alle prese con Neuman, di cui sta traducendo i racconti per Sur.

 

Concentriamoci sulla copertina. Quello è lo sguardo di Demetrio, un tipo che fa il netturbino a Buenos Aires, lavora all’alba e si tiene al margine. A un certo punto, nella sua vita qualcosa si è spezzato e il mondo non è stato più lo stesso, perciò la sera, seduto davanti alla riproduzione di una baita di montagna, s’illude di recuperare il passato, un pezzo dopo l’altro, a incastro.

Recuperare il passato. Andrés Neuman aveva scritto il suo romanzo d’esordio a ventidue anni. Era piaciuto a Bolaño, era arrivato finalista al Premio Herralde, glielo avevano pubblicato e tradotto. E adesso in Spagna e in Italia decidono di ripubblicarlo. Lo scrittore ha dunque la possibilità di rimettere mano al suo testo, potente e originale certo, ma in mezzo ci sono passati quindici anni d’esperienza, altri libri, altri premi. E infatti ne offre una nuova versione, come spiegherà lui stesso nella nota finale.

Così, ci vuole una nuova traduzione. La prima era bella e firmata da Angelo Morino, nientemeno.

Ed ecco che arrivo io. Allora: l’autore lo conosco bene, è  il quarto libro di Neuman che traduco. Leggo il romanzo: contemporaneo, oggi come ieri. Anche qui  lo scrittore, che sta a cavallo dei due lati dell’oceano (è nato in Argentina e vive in Spagna), mischia i generi, le varianti,  sperimenta: prosa poetica per i puzzle che Demetrio compone nelle sue notti insonni, spagnolo peninsulare per la voce narrante, argentino della strada per gli spazzini.

Comincio a tradurre, ma non da sola. Morino è lì sulla scrivania, c’è.  E ci sono l’editor e l’autore, perché sugli inserti poetici abbiamo lavorato in tre, confrontandoci e scambiandoci pareri, come per  riunire i frammenti della notte, per ricomporre il puzzle, per tornare a offrire ai lettori una storia intensa, senza farle perdere di immediatezza.

C’erano quaranta gradi quando ho finito di leggere le bozze. Il calore asfissiante mi sembrava un giusto sfondo alla desolazione in cui soffocano le vite di Demetrio, della sua amante, del suo collega. Quest’immedesimazione la provo con i libri in cui entro lentamente, salvo accorgermi alla fine che sono diventati imperdibili compagni d’avventura. Con Demetrio ho condiviso i rompicapi incompiuti, e ogni tanto mi capita di condividere un’incertezza: «se la mia vita da lì in poi sarebbe stata sempre piena di domande di merda come quella».

A me piacciono i disadattati, gli sradicati, i violini con una corda rotta. È anche da quest’ottica puramente soggettiva che consiglio di leggere Frammenti della notte.

Silvia Sichel

Traduttrice ES, RU>IT

Ogni artista può scrivere la propria autobiografia, ma quando si parla di una personalità come quella di Brainard (artista dalle mille sfaccettature, pittore e scrittore, che ha disegnato le copertine e gli interni di molte riviste e sperimentato la fusione tra poesia e fumetti), il semplice racconto non è sufficiente. Tra immagini, schizzi, brani di diario, l’autobiografia si trasforma in un autoritratto, un mosaico composto un pezzo alla volta nel corso degli anni.

Joe Brainard, Autoritratto
Edizioni Lindau 2015 (in libreria dal 26 novembre)

Traduzione dall’inglese di Thais Siciliano
Vive circondata dai libri fin da piccolissima, e la decisione di tradurli è stata una conseguenza naturale del suo amore per le parole. Dopo la laurea magistrale in Traduzione ha tradotto dallo spagnolo e dall’inglese più di 20 titoli fra narrativa e saggistica. Tutor del corso online Tradurre per l’editoria, da tre anni cura il blog Diario di una traduttrice editoriale.

Tradurre Joe Brainard per me è stata una rivelazione. Al confine tra narrativa, saggistica, memoir e semplici appunti, il suo Autoritratto, come il precedente Mi ricordo, è un viaggio nella mente di un artista a tutto tondo, con una sensibilità straordinaria e un’incredibile capacità di esprimerla.

Il libro è composto da stralci di diario, poesie, appunti presi in treno, opinioni divertenti, ritratti di amici e conoscenti, vignette, schizzi e idee varie che coprono praticamente tutto l’arco della sua vita da adulto, dai 19 anni in poi. E perché dovremmo voler conoscere qualcosa di così intimo riguardo a un perfetto estraneo? Perché Joe è meraviglioso e geniale, ecco perché.

Confessa i suoi pensieri più intimi con assoluta sincerità e senza alcun imbarazzo, ci fa entrare nel suo mondo fatto di piccole cose banali che riesce però a rendere significative illuminandole con il suo umorismo e il suo adorabile acume. “Brainard ci disarma con la natura apparentemente improvvisata e spontanea della sua scrittura e il suo testardo rifiuto di cedere alla tentazione di incensarsi.” Parola di Paul Auster, mica uno qualsiasi.

Quando ho tradotto Mi ricordo non avevo mai sentito parlare di Brainard. Riprenderlo in mano per questo Autoritratto è stato come ritrovare un amico, e sono scivolata tra le sue parole con una placida familiarità. Questo ovviamente non significa che tradurlo sia stato semplice, anzi. Il suo gusto per i giochi di parole, la sua voglia di sperimentare, le associazioni di idee, il flusso di pensieri e il suo linguaggio quasi “visivo”, da artista qual era, hanno reso il mio lavoro difficile quanto divertente. Era importantissimo, per me, non banalizzare la sua scrittura e restituirla fresca e brillante com’è nell’originale. Un libro che mi ha emozionata e che consiglio con tutto il cuore; da leggere con il sorriso sulle labbra.

Thais Siciliano

Traduttrice EN, ES>IT

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