Vi abbiamo già parlato di quanto ci piacciano quei siti e quelle iniziative che promuovono l’aspetto ludico della lettura, il leggere perché fa bene, perché ti fa star bene. In generale ci piace tutto ciò che riesce a trasmettere l’entusiasmo per una passione, che riesce a raccontarla, a farla toccare con mano, preferibilmente con un approccio laterale, insolito, alternativo.
Ce ne sono tante, in Rete e non solo, di queste perle, non solo relative al panorama librario, ma in generale a tutte quelle che sono un po’ le fissazioni delle due anime di doppioverso che – ormai si è capito – spaziano dalla musica al viaggio, dal cinema alle serie TV al pop in generale. Abbiamo deciso di mixare questi nostri interessi con quello che facciamo, ovvero tradurre, proponendovi periodicamente dei contenuti gentilmente concessi da siti stranieri, che scegliamo perché ci sembra che meglio di altri trasmettano l’entusiasmo e lo spirito che ci contraddistinguono.
Il primo dei contributi che pubblichiamo è un post di Rebecca Joines Schinsky apparso il 20 aprile nella rubrica Reading Lives di Book Riot, che raccoglie le testimonianze di lettori forti che raccontano come i libri abbiano plasmato e cambiato la loro esistenza (qui potete leggere l’originale inglese). Abbiamo pensato che molti dei suoi consigli sono gli stessi che avremmo dato anche noi; e alcuni valgono ancora adesso, anche se non siamo più giovani(ssime) lettrici.

Foto di The Real Estreya - Flickr Creative Commons

Foto di The Real Estreya – Flickr Creative Commons

Non so se la colpa sia degli esami imminenti, della nostalgia che mi ha travolta dopo una recente full immersion nella mia collezione di dischi dei Dashboard Confessional, o dell’essere ormai più vicina ai 35 anni che ai 16. Sta di fatto che sempre più spesso mi trovo a rimuginare sull’avanzare dell’età e sul senno di poi, e di conseguenza su tutte le cose che a mio parere la versione più giovane di me stessa avrebbe meritato di conoscere, sulla vita in generale e sulla vita da lettore in particolare. È per questo che, con la necessaria riconoscenza nei confronti di Rainer Maria Rilke e di suor Maria Claretta di Sister Act (che è poi la ragione principale per cui ho letto Lettera a un giovane poeta) riporto qui di seguito un elenco non esaustivo di dritte per un ipotetico giovane lettore, stilate da una lettrice leggermente più matura.

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  1. Hai presente gli aperitivi a cui immagini che parteciperai da grande, in cui citerai Proust sorseggiando Scotch invecchiato 20 anni? Beh, non esistono. Ammesso per assurdo che qualcuno abbia voglia di parlare di libri durante una festa, è più probabile che la domanda verta (non che ci sia niente di male) sul romanzo da cui è tratto il film che lo scorso weekend ha sbancato i botteghini.
  2. Incontrerai gente che cercherà di farti vergognare delle tue letture. Liberati dell’idea che alcuni libri siano guilty pleasures: il piacere è l’unica cosa che conta, e non devi scusarti per questo. (Nota bene: questa filosofia è sicura al 100% quando si tratta di libri, ma non necessariamente quando parliamo di altre scelte di vita).
  3. Di tanto in tanto, sarai tentato di giudicare le persone sulla base di ciò che leggono. Non sembrerai figo né geniale né niente di tutto ciò che speri, facendolo. Evita.
  4. In qualsiasi genere letterario si trovano libri pazzeschi. Resisti alla tentazione di scartare un intero genere perché il primo titolo (o i primi due o i primi cinque) che hai provato non ti hanno detto niente. Cerca di non essere un lettore della serie “io leggo di tutto tranne X”.
  5. Interagire solo con gente che legge gli stessi libri che leggi tu finirà per annoiarti e per renderti più superficiale.
  6. Magari un giorno adorerai un libro che non interessa a nessun altro. Oppure ne detesterai uno che tutti adorano. Non c’è problema, in nessuno dei due casi.
  7. Quando il libro giusto arriva al momento giusto è tutto diverso. Se leggi qualcosa ma ti accorgi che non è il periodo adatto, prendi nota mentalmente e riprovaci dopo cinque o dieci anni.
  8. Quello che provi per i libri è l’equivalente di ciò che altri provano per il cinema, la musica, la fotografia, la cucina, o [inserisci qui un genere di espressione artistica a tuo piacimento]. I libri sono la lente attraverso cui interpreti il mondo, ma non sono l’unica né la migliore (la migliore in assoluto non esiste). Non chiuderti solo su quello. Non rinunciare ad amicizie o relazioni che potrebbero arricchirti solo perché l’altro non legge.
  9. Chiunque ha delle lacune nella propria esperienza di lettore. Non sei l’unico a non essere riuscito a finire l’Ulisse (o Moby Dick o Guerra e Pace o chissà cos’altro), e non è un dramma se non ci riuscirai mai.
  10. Non puoi sapere quali libri ti cambieranno la vita finché non te l’avranno cambiata. Aspettati delle sorprese.
  11. Quali che siano i tuoi libri preferiti e per quanto possano essere specializzatissimi e di nicchia i tuoi gusti, c’è di sicuro qualcuno che la vede come te. Magari ci vorranno un po’ di ricerche prima di trovare la Tua Gente, ma sappi che non sei solo.
  12. Quando sarai adulto, leggere sarà un’esperienza differente. Ci saranno nuove tecnologie, nuovi formati, nuovi dispositivi, nuovi modi di discutere di lettura e nuovi luoghi dove farlo. Niente panico. Il cambiamento può essere una buona cosa, e i libri continueranno a godere di buona salute.
  13. In materia di libri non esiste il giudizio obiettivo. Dietro qualsiasi recensione, qualsiasi consiglio, qualsiasi premio c’è un individuo (o un gruppo di individui) che si è seduto al silenzio in una stanza appartata con un libro in mano, e che in quel libro ha riversato esclusivamente le sue esperienze personali, i suoi pregiudizi inconsci, le sue idiosincrasie. Alcuni di questi individui sono Autorità Culturali consacrate. Sta a te decidere se meritano la tua attenzione e la tua fiducia.

Come già detto, questo elenco non è esaustivo. Quindi lo chiedo a voi, amici lettori: qual è la perla di saggezza che vorreste aver ricevuto in gioventù?

 

Rebecca Joines Schinsky è responsabile content and community del Riot New Media Group, e co-conduttrice del Book Riot Podcast. Accanita fruitrice di prodotti culturali in tutte le forme possibili, è una buona forchetta impenitente e una lettrice sfrenata, conosce a memoria qualsiasi canzone hip-hop degli anni Novanta e segue The Jersey Shore senza un briciolo di sarcasmo, perché, si sa, è importante essere aperti e aggiornati su tutti i fronti. Quando non è a Book Riot, Rebecca lavora al podcast Bookrageous con due dei suoi migliori amici, spupazza i bassotti più teneri del mondo, e fa parte del consiglio di amministrazione della James River Writers nella sua città d’adozione Richmond, VA. Potete trovarla su Twitter – @rebeccaschinsky – e Tumblr

 

Credits: La foto del post è di Julie Falk ed è protetta da licenza Creative Commons.

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