Di mansarde praghesi e Orsetti del Cuore

Chiara Rizzo

Chiara Rizzo

Sono stata bambina negli anni Ottanta, e sognavo, sognavo tantissimo, in continuazione. Di avere due animaletti magici e di cantare come Creamy, di sposarmi con André di Lady Oscar, di avere uno zoo in casa come Papà Noè. Sono andata addirittura in giro a raccontare di aver trovato un Orsetto del Cuore (vivo!) mentre cercavo funghi nel bosco con mio padre (che era un impiegato di banca, e se fosse andato a funghi probabilmente avremmo fatto tutti la fine di Marcovaldo, all’ospedale con la lavanda gastrica e via). Oggi ho due figlie a cui cerco di insegnare ogni giorno a coltivare la propria fantasia, perché quel che c’è fuori non importa granché se ti porti dentro un mondo in technicolor.

Potrei dire che faccio la traduttrice perché sono laureata in Lingue e ho scritto una tesi sulla filologia di qualcosa facendo ricerche sulla tomba di Keats e parlando con il suo fantasma, ma no: faccio la traduttrice perché ero una bimba sola, stavo sempre male e ascoltavo a ripetizione le cassette dei Duran Duran di mia sorella maggiore, e a forza di ascoltarle tra me e l’inglese è nato un amore che non si è spento più.

Siccome sono una schizofrenica (pardon, una personalità eclettica…) a parte la traduttrice ho fatto di tutto: copywritingweb content managementinterpretariatoorganizzazione e ufficio stampa di eventi culturali. Sono specializzata in traduzioni di testi giornalistici e accademici, perlopiù relativi al dialogo interculturale e alle problematiche del mondo arabo, ma anche a web, scienza e tecnologia (ho iniziato traducendo articoli di Nature, Science e Wired USA per Boiler, un meraviglioso, piccolo magazine online di cui oggi, ahimé, in Rete non c’è più traccia). E tuttora la cosa che amo di più è ascoltare storie, sia quelle degli altri che quelle che mi racconto da sola. Tra le collaborazioni presenti e passate: Wired, Reset, Caffè Europa, Arab Media Report, Rai Educational, Ex Libris Comunicazione per cui ho seguito eventi come Festival della Scienza, Premio Strega, Fotografia Europea, LibriCome.

Dal 2005 sono socio ordinario dell’Associazione Italiana Traduttori e Interpreti (AITI) e partecipo a diversi programmi di traduzione no profit: Open Translation Project del TED, Translators Without Borders, Translators For Children.

Sometimes I’ve believed as many as six impossible things before breakfast.

Lewis Carroll

Barbara Ronca

Barbara Ronca

Io sono un’ossessivo-compulsiva: aggiusto, sistemo, analizzo e accumulo, in genere pensieri, storie e idee. Mi fanno poco effetto gli oggetti materiali, e l’ordine fisico, per usare un eufemismo, non è una mia priorità: ma quello mentale mi serve per sopravvivere. Per questo ho un cassettino speciale dove conservo tutti i sogni che ho coltivato nella mia vita: rinascere sirena (a dieci anni), fare la scrittrice in una mansardina al centro dell’Isola di Kampa a Praga (a sedici), diventare la nuova Grazia Cherchi (a venti), fare la cooperante in Bosnia o il critico post-coloniale (a ventiquattro), la ​travel ​blogger (a trenta), ​​la scout di narrativa canadese (a trentacinque).

Sono sogni molto poetici, come vedete, che girano intorno ai libri, alla letteratura, alle fiabe, ai viaggi: io li tengo tutti lì, e  per non allontanarmene troppo traduco romanzi e guide turistiche e mi occupo di editing, formazione e letture professionali.

A queste cose ci sono arrivata guidando su una strada tutta curve, però, lungo la quale ho fatto parecchie deviazioni (io non viaggio, del resto: io, da brava ossessiva, faccio la cartografa).

Dopo una laurea in Letteratura della migrazione e un master in Comunicazione e cultura del viaggio ​ho fatto i lavori più disparati: la commessa in libreria, l’accompagnatrice e ideatrice di viaggi di turismo responsabile per un ente no profit, l’organizzatrice ​di eventi ​culturali con finalità di fund-raising, la fondatrice/redattrice/articolista per le due belle riviste Kúmá, magazine on line di arte e letteratura creola, e Rivista PaginaZero, quadrimestrale di letteratura di frontiera​. Alla fine sono approdata in una​ piccola​ casa editrice​ indipendente ​di Roma​​​ dove mi sono rimessa in gioco come responsabile dell’ufficio diritti​ (partecipando alle principali fiere di settore ​tra cui quelle di Francoforte e Londra) e poi editorrevisoracorrettrice di bozze e traduttrice. Oggi continuo a fare un po’ di tutto questo, sono diventata membro dell’​Open Translation Project del TED, e in più tengo seminari su traduzione e scouting per STL Formazione. Spero ancora di trasformarmi in una sirena, ogni tanto.

Tra gli editori con cui ho collaborato o collaboro​: Voland, EDT-Lonely Planet, Taschen, 66thand2nd, ISBN, Nord.

I must be a mermaid. I have no fear of depths and a great fear of shallow living. 

Anaïs Nin

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