Diciamocela tutta: per noi freelance agosto è il momento Sliding doors per antonomasia. Se da settembre a luglio le nostre vite (anche e soprattutto qui a doppioverso) scorrono parallele, allineate, armoniose, e siamo tutti formichine instancabili, a fine luglio, inevitabilmente, metà dei freelance del mondo sale sul treno del “Ma chi vi si fila, io parto e addio” e l’altra metà rimane sulla banchina, in attesa del prossimo committente (che in genere, complice la ferie di quegli altri, non tarda ad arrivare). Le due categorie sono come tifosi durante il derby: vivono ai poli opposti, si guardano con diffidenza, si mescolano o alternano di rado.

La tipologia 1, che chiameremo il lavoratore Tempi Moderni, vi dirà, se interrogato, che il vero freelance in vacanza non ci va mai, almeno non davvero. Il vero freelance, a differenza del dipendente, sa che andare in vacanza vuol dire non guadagnare (e idealmente anche spendere soldi guadagnati in altri momenti), quindi è restio a farlo. Il vero freelance, soprattutto se è mosso dal terrore atavico di finire in miseria (per cui non rifiuta MAI un lavoro, come non rifiuta MAI del cibo gratis anche se potrebbe essere topo fritto, e all’all you can eat non smette di ingozzarsi finché qualcuno non gli spara “perché è tutto pagato, tanto vale approfittarne”), la vacanza non solo non la fa, non la vuole. E se proprio in vacanza deve andarci, lo fa con tablet, portatile e cellulare iperconnesso, che “hai visto mai chiamasse quel cliente…”.

La seconda categoria, che definiremo il delfino imperturbabile, sostiene invece che il mare (o la montagna, o le città giapponesi, o le campagne della Maremma) sono a tutti gli effetti un habitat favorevole per i lavoratori in proprio. Secondo il delfino il vero freelance è quello che della vacanza ha bisogno, perché fa un lavoro stressante e di grande responsabilità; l’unica cosa è che in vacanza ci va quando vuole, perché tanto mica deve chiedere le ferie. Per lui basta organizzarsi bene (organizzare tutto, cioè: bagagli – biglietti aerei – prenotazioni – cose da fare prima di partire – clienti da avvertire) e anche pochi giorni possono trasformarsi in un paradiso di relax. Si lavora finché si può, perché un incarico ben piazzato giusto prima di partire potrebbe pagare due settimane di pausa per tutta la famiglia, ma quando si va in vacanza si stacca la spina sul serio, ci si dedica al cibo, alle gite, ai monumenti, senza lasciarsi fagocitare dagli impegni e senza rimpianti di natura economica.

Non ci pronunciamo sulla correttezza di una scelta rispetto all’altra, dato che, fedeli al desiderio di coprire ogni possibilità statistica, ci dividiamo equamente fra delfini e Tempi Moderni; l’unica cosa che sappiamo per certo è che per prendersi una meritata pausa, che sia davvero una pausa e che davvero serva a ricaricarsi, il vero freelance deve sfruttare al massimo ogni singolo giorno, possibilmente senza spendere una fortuna; e che per lavorare d’estate senza esaurirsi bisogna disporre di tutto l’aiuto possibile, tecnologico o umano che sia.

Per questo, indecise su cosa proporre per l’ultimo post prima della pausa agostana (Scriviamo due righe sulla valigia ideale del freelance in vacanza! Ma per carità, dedichiamoci piuttosto agli strumenti indispensabili per lavorare anche al mare!), abbiamo optato per un compromesso: qui di seguito troverete sei app dedicate ai veri nomadi digitali, quelli che si portano il laptop anche in Madagascar, e sei dedicate al freelance vacanziero, che ha poco tempo e magari pochi soldi a disposizione ma vuole godersi tutto al massimo. E qualunque cosa facciate ad agosto, buona estate! Noi di doppioverso torneremo da voi a settembre, più cariche che mai (si spera!).

Le app migliori per i nomadi digitali

Come dicevamo, la prima regola per il nomade digitale è essere sempre pronto a mettersi al lavoro, dovunque si trovi; e per farlo, il lavoratore indefesso deve garantirsi di essere sempre collegato, che sia via wi-fi o con connessione dati.

Se vi connettete via telefonino, ad esempio, è molto utile una app come Onavo, che aiuta a monitorare i consumi di dati e individua le applicazioni che “bruciano” di più, segnalandole prontamente. È ovviamente preferibile usare, finché si può, il wi-fi, e sono molte le app che vi permettono di trovare il più vicino hotspot gratuito. Se usate Android c’è ad esempio WifiMap, interessante soprattutto perché funziona come un social network: sono gli utenti stessi a suggerire le reti gratuite. Preferite bar, caffè e uffici condivisi? Workform è la soluzione: voi inserite la vostra destinazione e il motore di ricerca interno vi restutuirà tutti i luoghi di quella città/paese in cui potrete connettervi senza pagare un centesimo (cappuccino a parte, ovviamente).

Se volete fare un passo ulteriore (e magari sognare un trasferimento più duraturo di una vacanza) consultate Nomad List, app che stila un’ideale classifica delle migliori città al mondo per i nomadi digitali, basandosi su informazioni come il clima del luogo, la quantità e la posizione di accessi a Internet gratuiti, la velocità delle connessioni e il costo della vita.

Se avete il terrore che ore e ore passate davanti alla luce di uno schermo possano impedirvi di addormentarvi a fine giornata (ehi, siamo o non siamo in vacanza? Il sonno in vacanza è sacro) F.lux è lo strumento per voi. Si tratta sostanzialmente di un software che allevia i disturbi causati dall’eccessiva esposizione a schermi luminosi: lo fa variando la temperatura dei colori riprodotti sui monitor, per non stressare la vista e favorire la produzione di melatonina.

Se il problema è che l’estate vi concilia la siesta e finite per perdere un sacco di tempo, l’unico modo per ritagliarvi delle ore di dolce far nulla è rimanere produttivi: RescueTime vi aiuta in questo senso, spiando le vostre attività e riferendovi quanto tempo avete speso per questa o quella cosa. RescueTime è più nazista, e quindi più efficace, di app simili, perché permette di classificare le attività come produttive, neutre o vere e proprie perdite di tempo, e sarete voi a definire questi parametri prima che l’osservazione abbia inizio (paura, eh?).

BONUS: Infine, che fare se siete su una bellissima spiaggia polinesiana e la batteria del vostro dispositivo comincia a lampeggiare? Usate un Solar Monkey Adventurer; non è una app, ma un caricabatterie a energia solare. Se non potete usarlo per la tintarella, quel sole, sfruttatelo almeno per lavorare.

Le app migliori per i vacanzieri rilassati

Insomma, avete deciso di andare in vacanza, e avete tre obiettivi: risparmiare, essere efficienti e godervela.

Nessuna paura, e cominciamo con il l’efficienza, partendo proprio dalla base, ovvero i bagagli. La sola idea di farli vi fa orrore ma come ogni freelance siete portati per le liste, le spunte, l’ordine mentale? Scaricate Packing Pro, che vi aiuterà a preparare la valigia perfetta per ogni viaggiatore, ogni meta, ogni vacanza. Nel caso in cui la valigia preferiate farvela spedire invece che trascinarvela dietro (la pigrizia qui a doppioverso è un valore tenuto in grande considerazione), affidatevi a Send my Bag, che per un prezzo modico invierà il vostro bagaglio dove volete, quando volete. Se vi organizzate per tempo lo troverete ad aspettarvi in albergo: comodo, no?

E dopo l’efficienza il risparmio: HitList vi permette di trovare sempre i voli più economici per la vostra destinazione. Si distingue da altre app simili perché filtra una quantità di dati impressionante e la ricerca può essere impostata per budget: se non avete ancora scelto la meta ma sapete quanto volete spendere…

I voli sono indispensabili per il viaggiatore che copra lunghe distanze, ma che fare se una volta scesi dall’aereo volete raggiungere un minuscolo villaggio montano a mille chilometri di distanza? O se volete capire come arrivare a quella spiaggia tanto decantata a partire dalla cittadina dove si trova il vostro B&B? Niente paura, vi aiuta Rome2Rio: inserite nella maschera di ricerca dove vi trovate e dove volete arrivare e la app vi fornisce tutte le alternative possibili (anche nei luoghi più improbabili).

Ok, finalmente siete arrivati a destinazione, e siete pronti a darvi al godimento: scaricate l’app Guides by Lonely Planet. Ideata dalla mitica casa editrice che pubblica le guide tanto amate dai viaggiatori indipendenti (e da noi), l’app propone un elenco abbastanza ricco di città, destinato a essere rimpolpato con il tempo. Selezionando una meta, potrete scaricare le informazioni che vi servono per consultarle anche in modalità off-line, risparmiando magari sullo spazio e il peso della guida cartacea, o alternando le due per un risultato ottimale.

Infine, come fare a tenere con voi tutti i bei ricordi, le foto, i selfie della vostra avventura? Se non siete tipi da Moleskine e reflex, affidatevi a VOLO, che offre la possibilità di creare un diario di viaggio virtuale che mescoli immagini, testo, itinerari, cartine: sarete come un Chatwin del nuovo millennio, e ne avrete di cose da farci vedere, quando ci rivedremo a settembre. Buon viaggio!

 

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